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mercoledì 7 luglio 2010

Mamme single



Che sia per scelta o per necessità, il numero delle famiglie monoparentali formate da una donna e da uno o più figli sono l’11,3%. Alla base un divorzio, un decesso o un padre assente fin dall’inizio. Ma appartenere a questo tipo di mamme non è semplice perché bisogna fare i conti con problemi finanziari, di tempo e di energie. In più i problemi psicologici che possono affliggere la donna o il bambino sono sempre in agguato.

Le paure
Essere sole genera dubbi, incertezze, paure e spesso molte difficoltà nella gestione del rapporto con i figli, soprattutto quando sono piccoli. I sensi di colpa spesso assillano queste madri che però hanno il timore di elaborare e esprimere i sentimenti di perdita che ogni separazione comporta. In questo modo non sono in grado di ricominciare una nuova storia sentimentale, hanno difficoltà nel ritagliare spazi di tempo da dedicare a se stesse, ma sono sempre stanche e stressate dal rapporto con i figli. Nei casi di donne che poi affrontano fin dall’inizio la maternità da sole  i sentimenti di vulnerabilità e le paure sono ancora più forti.
Le domande che spesso si rivolgono sono: "Quanto soffriranno i miei figli? Potrò crearmi una nuova relazione? Dovrò essere madre e padre allo steso tempo? Come affronterò i momenti di angoscia, rabbia, senso di colpa?"

Cosa fare
Nell’essere un genitore single non c’è nulla di sbagliato; purtroppo sono ancora molte le persone con dei pregiudizi, ma bisogna imparare ad andare avanti pensando a se stesse e al proprio piccolo.
Spesso le madri sole, a causa dei molteplici impegni e per l’eccessivo carico di responsabilità, tendono ad isolarsi, ma la solitudine può portare al risentimento e anche alla rabbia. Per questi motivi è fondamentale che la mamma si costruisca una fitta rete di amicizie e non si chiuda in se stessa: parlare, esporre problemi e sentimenti è importantissimo.
Per quanto riguarda le difficoltà economiche le donne devono sapere che hanno diritto ad avere sovvenzioni e aiuti da parte delle Regioni.

Pensare al presente e non al passato
Qualunque sia il motivo per il quale la donna è sola con suo figlio, è importante non rimuginare continuamente il passato. Per vivere in modo più sereno, una strada c’è.
Rispetto ad una famiglia tradizionale, la donna da sola con prole si trova ad affrontare carichi molto più pesanti, perciò è bene imparare ad organizzare le giornate e allontanare l’idea che bisogna per forza fare tutto da sole. Bisogna coinvolgere più possibile amici e famigliari, che possono non solo aiutare da un punto di vista pratico, ma anche psicologico. Una mamma sola deve essere contenta di sé stessa, avere autostima e non lasciarsi abbattere. È ancora una donna che può piacere e con il tempo potrà costruirsi nuove relazioni. E’ importante non frequentare solo mamme single, per evitare di commiserarsi troppo, ma aprirsi con famiglie di ogni tipo per un confronto sull’educazione e la crescita dei figli.

Niente favoritismi verso i figli
Spesso si pensa in maniera errata, che i figli che crescono solo con una madre debbano avere più attenzioni e più vizi. Questo è assolutamente sbagliato perché il rischio è quello di far crescere un figlio troppo protetto, incapace poi da adulto di avventurarsi nel mondo. Quindi niente esagerazioni nelle cure e attenzioni, evitare di farlo dormire nel lettone perché noi ci sentiamo sole, in questo modo il rischio è fargli credere di avere diritto ad un rapporto esclusivo. Per crescere in modo equilibrato, i bambini hanno bisogno di limiti e di regole e di genitori consapevoli.
Non bisogna ritenere il proprio bambino svantaggiato, altrimenti lo si fa sentire diverso. Dimostriamogli invece il nostro amore, trascorrendo del buon tempo con lui.

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