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venerdì 3 settembre 2010

Complesso della chioccia e della vittima



Essere donna, moglie e madre di famiglia non è semplice. Evitiamo però di cadere in complessi negativi, per noi e per chi ci sta vicino.


Cosa significa avere il complesso della chioccia? La persona che vive questo tipo di complesso fa da “mamma” ai figli, al marito, agli amici. Per tutti ha una parola buona e un consiglio, si prodiga senza risparmiarsi, è piena di attenzioni.
La “chioccia” ha bisogno di sentirsi indispensabile, anche se in realtà sono gli altri a essere indispensabili a lei) vorrebbe impedire agli altri di crescere per tenerli legati a sé come fossero bambini irresponsabili, per esercitare il suo “potere” psicologico, dominarli e ritagliarsi un posticino privilegiato nel loro cuore.
Se non ha un buon rapporto con il partner riversa amore e attenzione sui figli, e pretende da loro l’amore che non ottiene da lui: forse non ha superato la paura infantile di essere abbandonata e teme di perdere gli affetti più cari.
Se vi riconoscete in questa descrizione, ecco per voi alcune “regolette” per imparare ad essere meno chioccia e più donna:

* Indirizzare l’istinto materno verso associazioni di volontariato o attività benefiche.
* Pensare all’aspetto “erotico” della situazione: una donna “chioccia” può essere apprezzata dall’uomo solo come mamma, non tanto come donna.
* Pensare alla coppia: comprendere che in un rapporto di coppia prendersi cura del partner come se fosse un bambino può sì rassicurarlo e farlo sentire protetto, ma anche spingerlo a cercare altrove la passione, perché col tempo l’attrazione e il desiderio sessuale nei suoi confronti inevitabilmente si spengono.
* Evitare atteggiamenti iperprotettivi e consolatori nei confronti degli altri: si rischia di diventare invadenti.
* Può essere inutile: prima o poi gli altri, proprio come i figli quando diventano adulti, sentono il bisogno di recidere l’ideale cordone ombelicale che li lega alla madre, vogliono assaporare la libertà e diventare autonomi.
* Valutare il proprio ruolo: non dimenticare che la femminilità non si esprime solo con la maternità reale o ideale.

Complesso mamma vittimaNon trasformatevi, però, in mamma “vittima”. Questo complesso lo si vive quando la mamma è votata alla famiglia, ai figli e al marito, si affanna perché la casa sia sempre in ordine e tutto fili alla perfezione.
Non è disposta ad ammetterlo, ma è gelosa delle sue responsabilità, sa di essere in gamba e ritiene che nessuno svolgerebbe i suoi compiti meglio di lei. Allora perché ha la sensazione che il suo lavoro tra le mura domestiche non sia apprezzato col suo giusto valore, ed è quasi sempre stanca e depressa?
In pratica, un po’ come la “martire”, anche la “vittima” dovrebbe sacrificarsi di meno: se ne avvantaggerebbe prima di tutto il suo umore, sarebbe più sorridente e rilassata e anche l’atmosfera in casa ne trarrebbe beneficio. Ecco cosa fare per modificare questo atteggiamento:

* Non adoperarsi più del necessario e dedicare un po’ più di tempo a se stessi.
* Cercare di dilazionare le faccende domestiche nell’arco della settimana, anche se c’è molto da fare.
* Fare delle pause e leggere un buon libro, ascoltare un po’ di musica, rilassarsi davanti alla tv, farsi belle: non è una “perdita di tempo”.
* Liberarsi dalle preoccupazioni inutili.
* Distribuire ai familiari qualche compito.
* Persuadere il marito a dividere alcune mansioni.
* Abituare i bambini ad aiutare in casa, sin da piccoli.

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